
Più "diretta" e assistenza "chiavi in mano": subito la rivoluzione delle convenzioni
Una manovra già avviata soprattutto a Roma: meno case di cura, dentisti e medici convenzionati ma più qualità, offerta migliore e taglio secco agli sprechi.
di Laura Delli Colli
Vicepresidente vicario uscente
Oltre la scadenza elettorale, il voto, il passaggio di consegne, ormai imminente, tra vecchio e nuovo Consiglio di amministrazione il punto centrale della razionalizzazione dell'offerta e anche della spesa che attende la Casagit riguarda le convenzioni.
Un nodo importante, sul quale è già aperta la partita del futuro, fin dalla ripresa autunnale.
Il Consiglio uscente ha già consegnato agli uffici il mandato di procedere ad una revisione totale degli accordi e la Direzione generale ha avviato la macchina cominciando dalle grandi città, quelle, del resto, dove affrontare una rilettura degli accordi con le strutture e i medici convenzionati significa compiere insieme almeno due operazioni: rileggere la formula dell'assistenza costruendo un'assistenza mirata alle necessità delle nuove energenze anche economiche e , al tempo stesso, tagliare ogni possibile fonte di spreco.
Parlo a lettori ben informati e non c'è bisogno di ricordare com'è strutturata l'offerta in questo Paese a chi scrive o comunque legge quotidianamente pagine e pagine di articoli sui mali della Sanità nazionale, oltre il bombardamento "politico" di newsletter e comunicati: le realtà regionali sono diverse, paradossalmente più accoglienti nelle regioni che non hanno i centri d'eccellenza- spesso Policlinici universitari- di Roma e Milano ma che sono in grado di rispondere alla domanda dei cittadini senza costringerli a ricorrere all'alternativa privata.
Nelle grandi città in primo luogo i tempi di attesa finiscono per generare molti casi di vera e propria malasanità oltre che disservizi poco conciliabili con la vita e le giornate di ciascuno di noi, e in particolare con le abitudini, in primo luogo professionali, dei giornalisti.
In questo quadro, che non ha bisogno di particolari sottolineature, scegliere di avviare la manovra sulle convenzioni come primo punto per rivedere la macchina organizzativa e anche economica dell'offerta è centrale. Ed è una scelta obbligata.
A Milano i primi ritocchi sono già stati definiti: taglio di un lusso che nascondeva troppe insidie per le tasche dei colleghi senza offrire particolari eccellenze.
Ma la vera e propria rivoluzione e il campo sul quale sarà sperimentata la formula dalla quale dipende un vero e proprio ribaltamento nella qualità e nel concetto stesso di una migliore offerta assistita arriverà proprio da Roma.
Sarebbe facile sintetizzare in uno slogan l'operazione necessaria. Uno per tutti, in questi mesi il più diffuso: via i lussi, largo all'efficienza. Ma il punto è un altro: il vero "lusso" che Casagit può e deve permettersi nel costruire l'offerta che farà la differenza è organizzare convenzioni tali da consentire ai colleghi di vivere la Cassa, pur facendo tesoro delle risorse che vengono dal pubblico, come un'integrazione sempre più alternativa al pubblico.
Razionalizzare le convenzioni, come la Direzione generale sta facendo, significa, insomma, tagliare i rami secchi ma anche rivedere i contratti diventati nel tempo, anche in questi ultimi mesi, troppo onerosi anche per le differenze a carico dei colleghi. Non si può non tener conto dell'impoverimento di un Paese, dei bilanci delle famiglie, delle buste paga più leggere anche per i giornalisti e della precarietà generale del lavoro e delle strutture sanitarie sulle quali Casagit ancora incide, nonostante le polemiche e i suoi bilanci pericolosamente in sofferenza, in modo sostanziale.
Chi è costretto a usare la Cassa per grandi rischi o emergenze assolute sa qual è la risposta. Lo sa bene anche chi sa leggere nei regolamenti e nell'offerta. Ma bisogna razionalizzare gli accordi perché tutto questo sia più facile e al tempo stesso consenta di spendere meno portando a casa il meglio per una categoria che deve difendere il privilegio di una Casagit comunque all'altezza di un'integrazione di gran lunga migliore - e le indagini comparative lo dimostrano in pieno- delle alternative offerte dal mercato.
La strada da percorrere, sulla quale gli uffici sono già al lavoro è parallela sulle emergenze e sulla routine: bisogna promuovere corsie preferenziali nel segno delle grandi specialità e delle eccellenze e intanto offrire ai colleghi la possibilità di un'analisi di preventivi di spesa di fronte a ricoveri particolarmente importanti.
La chiave dell'efficienza sarà centrale, non solo nella politica di servizio ma nella costruzione di quel regime di "diretta controllata" che è l'unica chiave per salvarci, prima possibile, da ulteriori sprechi o da quei prelievi a volte indebiti da parte di quelle strutture convenzionate che finiscono per fare un cattivo servizio non solo agli assistiti ma anche alla loro Cassa: né Casagit,né uno dei suoi assistiti quando si tratta di liquidare la semplice retta alberghiera può accollarsi la spesa di un lusso variabile e spesso assolutamente opinabile rispetto alla qualità dell'offerta sanitaria.
Ecco il punto: qualità dell'offerta, quella diretta controllata fondamentale per avere sempre sotto controllo il monitoraggio di una spesa che non dovrà più riservare brutte sorprese ai conti della Cassa ma soprattutto a quelli di chi sta uscendo da una casa di cura dopo un intervento.
Tutto questo, naturalmente, è possibile tagliando il numero delle convenzioni: saltate alcune strutture a Milano, a Roma sono già 11 su poco più di una ventina le cliniche nel mirino. Trattare con meno strutture, operando in base a criteri che privilegino qualità dell'offerta sanitaria ma anche trasparenza assoluta nella gestione economica è il punto di partenza.
Alle cliniche con le quali è aperto il nuovo negoziato Casagit chiede un'offerta chiara e blindata fin dalla lista dei medici convenzionati, la possibilità di negoziare "pacchetti" economici chiusi, senza differenze per gli assistiti, per i cosiddetti interventi di routine, dal parto a molte operazioni chirurgiche di ricorso frequente.
La Cassa sta chiedendo, inoltre, certezza sulle giornate di ricovero concordabili, anche per le riabilitazioni post intervento e soprattutto un contenimento secco delle spese sulle quali il taglieggio è stato spesso inevitabile, quella voce delle spese generali per materiali e farmaci in cui c'è un confine variabile e pericoloso all'interno di ogni pratica di ricovero.
E' solo un punto di partenza ma aver personalmente supervisionato, per delega del Consiglio di amministrazione in quest'ultimo quadriennio il progetto di sviluppo del Poliambulatorio di Roma, intervenendo anche operativamente nei tagli che hanno consentito un forte contenimento della spesa (tagli sulle spese a carico del personale medico) mi ha personalmente convinto che l'offerta Casagit soprattutto nelle grandi aree di popolazione assistita deve privilegiare la diretta.
In un controllo rigido dei patti e delle strutture è la chiave del risparmio ma soprattutto di un'offerta che nei fatti offra alternative, non solo quelle che viaggiano su Internet in queste giornate di campagna elettorale.
Un'ultima nota sui dentisti: troppi accontentano le richieste e forse le abitudini di molti ma ridurne il numero, come si sta facendo a Roma, serve a negoziare un'offerta migliore, anche in termini di qualità.
Già quasi duecento gli studi, pur di buona qualità, che hanno ricevuto un preavviso di disdetta a Roma: un taglio per il momento generalizzato, per procedere ancora, sulla base di criteri oggettivi (in primo luogo qualità degli studi medici e correttezza anche amministrativa) ma anche logistici (la quantità all'interno di uno stesso quartiere).
Casagit costa ma nel mercato dei Fondi è ancora, nonostante tutto, l'integrazione migliore che a queste condizioni possiamo permetterci. Al nuovo Consiglio di Amministrazione queste riflessioni, una vera e propria mappa già disegnata dal Consiglio uscente, sulla quale lavorare presto. Per il bene dei conti Casagit ma soprattutto degli assistiti che hanno diritto alla qualità, alla chiarezza dell'offerta e anche a non dover aggiungere fastidiosi supplementi ad un'assistenza comunque pre-pagata.
Roma, 5 giugno 2009





