Combattere il tumore prima della diagnosi

Patologie femminili in costante aumento: mammella, colon-retto, polmone, tiroide ed endometrio sono i casi più frequenti. Intervista a Marina Bortul, docente all’Università di Trieste, tra stili di vita e nuove terapie.

di Ingrid Stratti - Delegata Casagit


12 gennaio 2017 - Dovremmo ricordarcelo tutti i giorni: #iofaccioprevenzione. L’hashtag della campagna “Lilt for Women - Campagna Nastro Rosa 2016” evoca i preoccupanti dati sull’incremento dei tumori femminili. Secondo il rapporto Aiom-Airtum “I numeri del cancro 2016”, esiste un trend in aumento dei tumori femminili in Italia con 176.200 nuovi casi diagnosticati nel 2016 rispetto ai 168.900 del 2015. Per capire meglio questi dati, abbiamo intervistato la professoressa Marina Bortul dell’Università di Trieste, responsabile della struttura di Chirurgia senologica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Trieste con al suo attivo oltre 160 pubblicazioni su riviste scientifiche nazionali ed internazionali.

Come sta cambiando l’incidenza dei tumori femminili?
Esiste una previsione nazionale di circa 50.000 nuovi casi di tumore alla mammella che, assieme al colon-retto e al polmone, rientrano tra i tumori considerati big killers. Il medesimo discorso può essere fatto per il Friuli-Venezia Giulia in cui si registra sicuramente un incremento dei tumori alla mammella, individuati soprattutto grazie all’adesione ai programmi di screening.

Quali sono i tumori femminili più frequenti?
Al primo posto rientrano i tumori della mammella (30%), al secondo posto quelli del colon-retto (13%), al terzo il polmone (6%), al quarto i tumori della tiroide (5%) ed al quinto posto i tumori dell’endometrio (5%). Per ciò che riguarda l’incidenza nelle varie fasce di età, il tumore della mammella mantiene il suo primato in tutte le fasce, laddove nel gruppo dei pazienti al di sotto dei 50 anni rileviamo in ordine di successione tumori della tiroide, della cute (in particolare melanomi), del colon-retto e della cervice.

Quali sono le cause dell’aumento dei tumori femminili?
Il fumo rappresenta uno dei fattori di rischio più elevati dei tumori non solo del polmone ma anche della mammella e del colon-retto. Enorme importanza ha anche lo stile di vita non adeguato in termine di assunzione di alcol, incremento del peso corporeo, dieta povera di fibre con prevalenza di carni rosse lavorate e sedentarietà. Per ciò che riguarda i tumori della cute, i melanomi in primis, un fattore di rischio che potrebbe giustificare un incremento di tali neoplasie è legato all’esposizione ai raggi ultravioletti.

Esiste una correlazione tra tumori femminili e determinate professioni lavorative?
Molto è stato scritto sull’argomento in particolare per quello che riguarda il rapporto tra cancro della mammella e lavoro notturno stante l’alterazione dell’orologio biologico con rottura del ritmo circadiano. Tuttavia, i risultati di recenti studi inglesi, canadesi ed europei su un totale di 1,4 milioni di donne non hanno confermato tale dato.

Qual è l’impatto del tumore sulla vita della donna?
Attualmente le percentuali di sopravvivenza a cinque anni si attestano ad oltre l’85% per il tumore alla mammella ed il melanoma e del 70% per il colon-retto con percentuali inferiori per il cancro del polmone. L’iter terapeutico ed il follow-up sono in grado di incidere in maniera significativa sulla vita di una donna. L’approccio della maggior parte dei professionisti è quello di prendersi cura della persona al fine di ristabilire gli equilibri personali che la malattia ha alterato sia sul piano psicofisico sia nelle relazioni familiari e socio-lavorative.

Quali sono le nuove sfide nel trattamento dei tumori femminili?
Oggi la maggior parte dei tumori si colloca in quella fascia di malattie con ampie prospettive di curabilità dimostrate dagli elevati tassi di sopravvivenza e di riduzione della mortalità. Ma oggi assume un ruolo sempre più preponderante la conoscenza dettagliata della biologia del tumore e la presenza di mutazioni di determinati geni sui quali poter agire con farmaci “bersaglio” nell’ottica della cosiddetta medicina di precisione. Oltre a chirurgia, chemioterapia e radioterapia, i farmaci sono in grado di interferire con i fattori di crescita del tumore e trovano applicazione anche nel cancro della mammella e del colon.

(articolo pubblicato su Casagit Notizie - dicembre 2016)