La crisi del giornalismo nell’ultimo rapporto Lsdi

7 febbraio 2017 - «C’è un segnale di rallentamento della crisi, ma non c’è ancora un segnale di ripresa». Il presidente Casagit Daniele Cerrato commenta così i dati del nuovo rapporto Libertà di Stampa, Diritto all'Informazione (Lsdi) sullo stato della professione giornalistica in Italia presentato questa mattina nella sede della Fnsi a Roma. Uno studio che fotografa una categoria ancora alle prese con difficoltà strutturali, legate alla crisi del settore dell’editoria.

Per quanto riguarda in particolare la Casagit, nel 2015 il calo del numero degli iscritti al Profilo Uno (la stragrande maggioranza degli iscritti alla Cassa) mostra un rallentamento rispetto alla notevole contrazione degli anni passati. Se tra 2013 e 2014 si era registrata una perdita di oltre 2.100 soci titolari contrattualizzati, nel 2015 il fenomeno sembra essersi ridimensionato: -360 unità, compensati con la crescita dei soci pensionati. Dopo due esercizi in passivo, il bilancio della Cassa nel 2016 torna in attivo ma «pesano ancora molto - ha ribadito Cerrato - i crediti non esigibili nei confronti di 400 aziende morose sulle circa 1400 iscritte: versamenti e contributi non rispettati che causano un mancato incasso per 3,3 milioni di euro».