Welfare 4.0: la sanità integrativa e il futuro della Casagit

19 luglio 2017 - “Il ruolo della sanità integrativa è sempre più determinante per il nostro sistema salute. Soprattutto per una popolazione che, come nel caso dei giornalisti, purtroppo si va via via restringendo e obbliga a cercare alleanze e guardare fuori dai propri confini”. Daniele Cerrato, presidente appena rieletto della Casagit, in un’intervista rilasciata negli studi dell’agenzia Askanews affronta gli scenari del welfare integrativo di domani. Scenari che vedono il secondo pilastro della sanità alle prese con la sfida di rilanciare il proprio ruolo, allargandosi a nuove categorie. “La nostra cassa ha 43 anni e nasce per volontà del sindacato nel momento in cui il sistema di mutue lascia il passo al Servizio Sanitario Nazionale (SSN). E nasce con l’intento particolare di integrare le prestazioni e i servizi del SSN”, spiega Cerrato. “Una visione che però oggi va ribaltata: le casse, ormai numerose, devono trovare il modo per rispondere direttamente ai bisogni di salute. Si tratta di problemi che spesso hanno la necessità di essere risolti in tempi brevi e a cui la sanità pubblica riesce a rispondere con difficoltà sempre maggiori”. Basti pensare ai fenomeni in crescita costante della rinuncia alle cure o dell’aumento della spesa out of pocket, di cui si è ampiamente parlato lo scorso giugno a Roma nel corso dell’ultima edizione del Welfare Day.

Il caso della Casagit è emblematico. La cassa dei giornalisti, tramite la controllata Casagitservizi srl, ha deciso di aprirsi e rivolgersi a un pubblico più ampio, nella prospettiva di garantire ai suoi iscritti solidità e sostenibilità. “Abbiamo stretto un’intesa con Confcommercio e una con il Fasie per 50 mila dipendenti del settore energetico. Però a questo punto dobbiamo fare un passo avanti ulteriore: cambiare la natura stessa della Casagit e farla diventare per esempio una società di mutuo soccorso, con cui poter offrire i nostri servizi e il nostro kow how a una platea ancora più vasta e in maniera più agile”, continua Cerrato. Non solo. Nell’aprire le porte a nuove categorie, Casagit è passata per così dire dall’altra parte del tavolo. “Abbiamo cioè iniziato a dare risposte concrete, offrendo direttamente servizi sanitari. Per esempio tramite il Poliambulatorio Casagitsalute-Apollodoro di Roma, struttura aperta a tutti: dal cittadino comune agli iscritti ad altre casse o assicurazioni che con il poliambulatorio hanno stipulato una convenzione. Nel Nord Europa, del resto, da sempre le casse sanitarie integrative gestiscono in proprio interi ospedali, cliniche, poliambulatori. Noi siamo stati i primi in Italia ad aver avuto il coraggio di buttarsi in questa difficilissima impresa: saranno determinanti i prossimi 4 anni, ma credo che la sfida non possa non avere un futuro. Da una parte, infatti, la sanità pubblica è costretta a ridurre il suo perimetro d’azione e, dall’altra, la gente ha bisogno comunque di mantenere le proprie tutele sanitarie”, conclude Cerrato.

Guarda il video con l’intervista completa a Daniele Cerrato.