Giornalisti: approvate linee guida per la riforma dell’Ordine, si va verso il superamento delle barriere all'accesso

17 ottobre 2018 - Approvate a larga maggioranza dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti le linee guida della riforma dell'Ordine che, in base alla proposta della categoria di porre al centro il diritto dei cittadini ad essere correttamente informati, si chiamerà Ordine del giornalismo. Nell'idea, ampiamente condivisa, c’è anche il superamento delle barriere all'accesso che avverrà per formazione accademica, d'intesa con l'Ordine. “Una scelta in sintonia con il senso dell’art. 21 della Costituzione, per un giornalismo a servizio e tutela dei cittadini”, ha detto Carlo Verna, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti.

Fronte comune contro attacchi e tagli
Contro gli attacchi ai colleghi, le minacce di tagli ai contributi o di abrogazione dell’Ordine, è necessario fare fronte comune. “È singolare che gli attacchi arrivino proprio adesso, quando si propone una riforma, si chiedono nuovi strumenti e proprio nel momento in cui è più forte il bisogno di formazione, certificazione, correttezza e credibilità dell’informazione. Che rappresenta la base di ogni democrazia”, ha sottolineato Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione nazionale della stampa. Peraltro, l'azzeramento graduale dei contributi all'editoria non colpirebbe di certo i grandi giornali: a farne le spese saranno le testate no profit, le cooperative senza scopo di lucro e i giornali delle diocesi.

Un richiamo all’unità rilanciato da Daniele Cerrato, presidente Casagit. “Finalmente abbiamo un coordinamento degli enti giornalistici che ci permette di presentarci uniti di fronte ai rappresentanti delle istituzioni. Oggi non possiamo più permetterci di lavorare come singoli istituti di categoria, ma dobbiamo ragionare sempre nella prospettiva della nostra comune funzione civile. Perché prima di tutto viene il diritto dei cittadini di essere informati. Ed è proprio per far valere questo diritto, che dobbiamo difenderci dagli attacchi il più uniti possibile”, ha ribadito Cerrato.

Alla conferenza stampa, per la Casagit, oltre al presidente Cerrato erano presenti anche il vicepresidente Gianfranco Summo, il presidente di Casagitservizi Giampiero Spirito e, in rappresentanza della Consulta dei Fiduciari, il fiduciario del Molise Mauro Carafa.

Le linee guida per la riforma
Proprio per salvaguardare il diritto all’informazione a garanzia del cittadino è indispensabile l’azione di un ente di diritto pubblico che regoli accesso e formazione. Per esercitare l’attività professionale, quindi, sarà obbligatoria l’iscrizione all’Ordine. L’accesso all’albo sarà garantito dopo aver superato un esame di idoneità, al termine di un percorso formativo costituito dai master di giornalismo già riconosciuti; oppure da una laurea di primo livello seguita da un corso universitario annuale, controllato dall’Ordine stesso, per assicurare la grammatica di base e le regole deontologiche. Su tali linee guida, già trasmesse al Dipartimento per l’editoria, i rappresentanti di categoria auspicano l’apertura di un tavolo di riflessione comune. “L’obiettivo è il rilancio della funzione del giornalismo, soprattutto in un momento in cui l’ecosistema dell’informazione sta stravolgendo il tradizionale ruolo del giornalista. Pensare di eliminare la sua funzione di controllo, senza mediazioni, è pericoloso soprattutto nei confronti dei cittadini”, ha spiegato Verna. Consulta le linee guida per la riforma dell'Ordine.