In volo con l’ambulanza “targata” Casagit

Due casi emblematici per raccontare il nostro soccorso in emergenza. Efficiente e riservato a tutti gli assistiti, 24 ore su 24, in Italia e non solo.

di Andrea Artizzu - Consigliere d’amministrazione Casagit

In viaggio, per lavoro o in vacanza, la Cassa di assistenza sanitaria dei giornalisti italiani non lascia mai soli i colleghi. Dal più banale degli infortuni al più grave dei malori, il servizio di Assistenza in emergenza è a disposizione dei soci tutti i giorni dell’anno 24 ore su 24. Per contattarlo è sufficiente chiamare il numero verde 800 902 908 (per chi si trova all’estero: 0039 06 42115548). Un’equipe di professionisti si metterà a vostra disposizione gratuitamente per fornire tutte le indicazioni, rispondere a necessità e organizzare, nel caso ci fosse bisogno, l’invio di un medico o di un’ambulanza, il trasferimento sanitario programmato, l’assistenza infermieristica e il trasporto, anche con mezzi aerei, in ospedale.

Enrico Messina (*), collega Rai salernitano, l’estate scorsa ha iniziato nel peggiore dei modi le vacanze. «Il giorno dopo il mio arrivo a Santorini sono scivolato malamente sul selciato. Un dolore fortissimo, insopportabile. Ho capito subito che mi ero fatto molto male». Messina viene trasportato all’ospedale locale e lì inizia un incubo. «Sembrava un pronto soccorso di qualche paese del terzo mondo. La crisi endemica della sanità greca mi si è presentata di fronte improvvisamente, con tutta la sua crudeltà. Non avevano niente: mancavano i medicinali. Mi sono dovuto comprare anche i panini. I tre giovani medici di turno non sapevano che fare. Mi iniettavano oppiacei per contrastare le fitte». Ormai disperato, Messina chiama il servizio assistenza in emergenza della Casagit. «Mi ha risposto una signora gentilissima che in un quarto d’ora ha risolto la situazione. Stia tranquillo, domani in aereo la portiamo via da quell’inferno». Messina viene caricato in ambulanza, poi trasportato in aeroporto, imbarcato su un’aereoambulanza con medici e infermieri: rotta su Ciampino. Nello scalo romano un’altra ambulanza ha preso in carico il collega che è stato ricoverato all’ospedale Gemelli. «Sono stato operato d’urgenza per la frattura del femore». Un mese di cure poi le dimissioni. «Un’ambulanza mi ha riportato gratuitamente a casa».

Anche per Vittorio Roidi, romano, 75 anni, con un passato alla Rai e al Messaggero, le vacanze si erano messe male. «Ero a San Pantaleo, in Sardegna. Alle 4 del mattino mi sono sentito male: freddo e tremori. Un collega, mio vicino di casa, mi ha portato all’ospedale di Olbia». Dissecazione dell’aorta la diagnosi. Uno su due non ce la fa, per salvargli la vita era necessario portarlo a Sassari. «Mi hanno caricato su un elicottero e trasportato al Santissima Annunziata dove era pronto un team di specialisti». L’intervento chirurgico è andato bene, ma trenta giorni di ricovero hanno debilitato Roidi. «Ero fisicamente a terra, senza un muscolo. Non sapevo come rientrare a Roma. Per fortuna mi sono ricordato del servizio di assistenza. Mi hanno trasportato in ambulanza ad Alghero dove mi attendeva un aereo con anestesista e infermiere. Anche in questo caso rotta su Ciampino. All’atterraggio un’ambulanza mi ha portato a Villa Sandra per il recupero e la fisioterapia. Un servizio davvero importante, totalmente gratuito».

(*articolo pubblicato su Casagit Notizie - dicembre 2016; abbiamo proposto il contributo del collega Enrico Messina, scomparso dopo l'intervista, in suo ricordo)