Inpgi 2: più tutele per il welfare dei giornalisti autonomi

15 settembre 2017 - Casagit senza oneri per 6 mila colleghi, tutela della maternità a rischio, trattamento di disoccupazione per i co.co.co., pensioni più alte. Il Comitato amministratore della Gestione separata Inpgi ha approvato un’importante revisione del regolamento, con un duplice obiettivo: da una parte, nei limiti consentiti dalla normativa, cercare di migliorare le prestazioni previdenziali future; dall’altra offrire maggiori coperture di welfare, fermo restando che il vero problema del lavoro autonomo giornalistico rimane l’insufficienza dei redditi.

L’intervento principale riguarda la previdenza: a fronte di un incremento graduale e progressivo del contributo soggettivo e del contributo integrativo, si otterrà al termine della vita lavorativa un miglioramento della prestazione pensionistica di circa il 30%. Una quota del contributo integrativo e una parte dei rendimenti della gestione saranno destinati annualmente a coperture di welfare. Il primo intervento deciso riguarda la copertura dei costi per l’iscrizione alla Casagit a favore dei colleghi con redditi bassi. Altri interventi significativi riguardano la maternità e, per i co.co.co., l’introduzione del sussidio di disoccupazione e la copertura degli infortuni professionali.

Convenzione Inpgi-Casagit
Il Comitato amministratore ha quindi dato mandato al Presidente dell’Inpgi di sottoscrivere un’apposita convenzione con la Casagit che preveda (per un periodo sperimentale di tre anni) la copertura a carico della Gestione separata dell’Inpgi degli oneri di adesione - nel limite di 500 euro per ciascun iscritto - in favore dei giornalisti che:

a) risultino iscritti in via esclusiva alla Gestione separata dell’Inpgi e non siano titolari di alcun trattamento pensionistico (con esclusione, pertanto, di coloro che risultino inscritti anche ad una qualunque forma di previdenza obbligatoria diversa, ivi compresa quella presso la gestione sostitutiva dell’Ago presso l’Inpgi)
b) siano in regola con gli adempimenti contributivi
c) abbiano percepito nell’ultimo triennio un compenso medio annuo compreso tra un minimo di 2.100 euro e un massimo di 30.000 euro.

Per i giornalisti in possesso dei requisiti di cui alle lettere a) e b) che abbiano conseguito un reddito annuo medio nell’ultimo triennio compreso tra 30.001 euro e 30.500 euro, ferma restando anche in questo caso la volontarietà dell’adesione da parte dell’iscritto, l’Istituto concorrerà in misura parziale al versamento della relativa quota - fino a un massimo di 500 euro.


Tutte queste modifiche sono soggette all’approvazione dei ministeri vigilanti e quindi entreranno in vigore solo dopo il via libera ministeriale.


Per saperne di più
Leggi l’approfondimento sul blog InpgiNotizie, consulta l’articolo sul sito della Fnsi e scarica la scheda tecnica sulla proposta di riforma del regolamento approvata dal Comitato amministratore della Gestione separata Inpgi.