Rigore e trasparenza per il bene di tutti

Aziende e giornalisti in debito con la Cassa. Giusto capire i problemi e proporre soluzioni “su misura” senza perdere la consapevolezza di come non sia possibile lasciare qualcosa d’intentato nel recuperare risorse.

di Luciano Azzolini, Pierpaolo Dobrilla e Alessia Schiaffini - Collegio Sindacale Casagit

1 febbraio 2017 - Quando quasi otto anni fa, come membri del Collegio dei Sindaci, ci trovammo a dover affrontare la situazione molto precaria dei conti della Cassa la prima cosa che decidemmo, e che peraltro il Cda condivise e poi con il pieno sostegno della struttura attuò, fu di incominciare ad affrontare i problemi esistenti dai crediti verso aziende e soci, con rigore e piena trasparenza. Non si trattò di un passaggio semplice perché comportava la rottura con certe abitudini e comportamenti. Oggi quella scelta, anche alla luce della crisi strutturale del sistema dell’informazione su carta stampata, contribuisce a tenere complessivamente in equilibrio i conti della Cassa. Certo non da sola, anche perché le somme recuperate rispetto ai crediti complessivi superano di poco la doppia cifra. Questa scelta di non dare nulla per perso, per definitivamente perso, rappresenta, in ogni caso, la cartina di tornasole di ciò che dovrebbe fare una Cassa sanitaria sia pure integrativa. Questo non significa non tener conto delle emergenze e della particolarità, ma essere rigorosi e trasparenti consente alla Cassa di guardare alle sfide di domani con la consapevolezza che possono essere vinte. Nel corso dell’ultima riunione del Collegio è stato preso in esame lo stato di avanzamento del recupero crediti nei confronti delle aziende e dei soci. Il periodo preso in esame riguarda i primi otto mesi del 2016.

L’ammontare del credito nei confronti delle aziende editrici preso in carico nel 2016 equivale complessivamente a 6,8 milioni di euro, una somma che ha riguardato 529 imprese. I crediti sono così ripartiti: a) per 255 aziende attive e riattivate l’importo caricato è di 2 milioni di euro; b) per 177 aziende che hanno cessato o sospeso l’attività, l’importo è ancora di 2 milioni di euro; c) per 97 aziende che sono invece fallite l’importo caricato è di 2,7 milioni di euro. Va rilevato che le aziende interessate sono purtroppo molte. Rispetto a questa situazione, che mostra peraltro una differenza in meno di circa 800 mila euro rispetto al 2015, il totale dei contributi incassati attraverso l’attività di recupero stragiudiziale e giudiziale è di circa 823 mila euro (700 mila euro sono stati recuperati dalle aziende attive e riattivate; 100 mila euro dalle aziende che hanno cessato l’attività o che l’hanno sospesa; 9 mila euro sono arrivati dalle imprese che sono, invece, fallite). Nel 2015 su un totale di crediti presi in carico pari a 7 milioni e 666 mila euro sono stati recuperati 1 milione e 700 mila euro. Il fatto di aver recuperato nel 2016 solo il 12 per cento dei crediti sta dimostrando il permanere della crisi strutturale che incide ormai da anni sull’intero sistema informativo; dall’altra, anche se i risultati possono considerarsi esegui, è fondamentale che l’attività di recupero continui a essere perseguita dalla Cassa con il necessario rigore. Questo perché oggi siamo complessivamente nella condizione di non poterci permettere il lusso di lasciare qualcosa d’intentato nel recuperare risorse.

Anche per quanto concerne il recupero crediti nei confronti dei soci la struttura amministrativa della Cassa si è mossa con la stessa determinazione. L’ammontare del credito preso in carico nel 2016 è stato di circa 630 mila euro ed ha riguardato 668 soci per complessivi 2.674 Mav gestiti. L’importo che alla fine si è riusciti ad incassare è stato di poco superiore ai 237 mila euro, pari al 37,7 per cento. È bene sottolineare anche come la stragrande maggioranza dei crediti recuperati (178 mila euro, pari al 28 per cento del totale gestito) sia stata recuperata senza alcun intervento legale, ma con lettere di sollecito, contatti diretti con gli interessati. Un’ulteriore dimostrazione di come la nostra Cassa abbia saputo far crescere al suo interno competenze preziose da spendere nelle future sfide.

Abbiamo voluto porre l’accento su questi aspetti legati al recupero crediti perché la Cassa anche su queste partite, che alcuni considerano disperate, deve svolgere fino in fondo il proprio compito istituzionale. Inoltre la consapevolezza delle difficoltà del settore obbliga gli organi di governo della Cassa a guardare fuori, per cercare di capire che cosa si sta muovendo nel campo del welfare e in particolare in quello sanitario. La manovra finanziaria 2017 apre spazi quanti mai interessanti per quanto concerne il welfare aziendale. Si intuisce come per il governo il sostegno al welfare aziendale non debba più essere legato alla volontarietà del singolo dipendente, ma demandato alla contrattazione di secondo livello, prevedendo detassazioni, con risorse che dovrebbero poi essere reinvestite nel campo dei servizi socio-sanitari. In altri termini si apre una partita nella quale la Casagit saprà e dovrà sicuramente ricavarsi un suo spazio. Le potenzialità che la Cassa è in grado di mettere in campo non sono poche. È giunto il momento di farlo senza paure, anche insieme ad altri compagni di viaggio.

(articolo pubblicato su Casagit Notizie - dicembre 2016)