Apnee notturne causa di oltre 7.000 incidenti stradali e 231 morti

9 maggio 2016 - Nel solo 2014 le apnee notturne sono state responsabili, in Italia, di 7.360 incidenti d'auto e 231 morti. Il collegamento tra la Osas (sindrome da apnee notturne), di cui è stato calcolato che soffrano circa 2 milioni di italiani con un'incidenza forte tra gli over 60, e incidenti stradali era un allarme già sentito in Europa. Una sindrome che ha dunque un forte impatto sociale, ma la possibilità di guarigione esiste, assicurano gli esperti, e passa anche dal dimagrimento dei pazienti, in molti casi obesi. Un problema molto sentito, tanto che ora anche l'Italia recepisce una direttiva Ue sulla patente di guida, per la quale i decreti del ministero dei Trasporti e della salute impongono di inserire l'informazione sul documento e di subirne il ritiro nel caso in cui la sindrome non venga adeguatamente curata. "Presso l'ambulatorio di Audiologia del Policlinico Tor Vergata di Roma cerchiamo da anni di puntare l'attenzione sulla prevenzione attraverso un percorso diagnostico e di informazione del paziente a rischio. Ma la conoscenza è ancora scarsa", afferma Stefano Di Girolamo, direttore dell'Unità Audiologia e foniatria dell'Università Tor Vergata, che spiega come chiunque occasionalmente, può trattenere il respiro. Il problema subentra quando "la pausa si prolunga per più di 10 secondi, allora il fenomeno diventa anormale. Se si ripete per molte volte nella notte, può comportare rischi importanti anche durante la veglia". Con i 'micro risvegli' di notte a causa delle apnee, infatti, si ha eccessiva sonnolenza diurna, facile irritabilità, perdita di energia. Ma c'è un ulteriore elemento: "I due terzi dei pazienti affetti da apnee notturne è obeso, perciò - sottolinea Di Girolamo - massima attenzione va data all'alimentazione ed ai disturbi alimentari". La prima strada per la cura "è dunque il dimagrimento del soggetto, a cui si aggiunge la correzione della posizione del sonno e l'eliminazione di sostanze eccitanti, come alcol o tabacco". Il 30% dei pazienti risolve poi il problema con la chirurgia, aggiunge Di Girolamo, "ma tendiamo sempre a consigliare l'uso della CPAP, un dispositivo simile a una maschera che aiuta la respirazione durante il sonno". Quanto alla nuova normativa, conclude l'esperto, "perplessità riguardano i richiesti questionari di autovalutazione del sonno, che possono avere certamente valore di screening preliminare ma non possono essere invece considerati indici di gravità della malattia".