Eredità Neanderthal: depressione e dipendenza nicotina

12 febbraio 2016 - Se l'uomo moderno soffre di depressione lo deve ai Neanderthaliani. Lo hanno scoperto i ricercatori coordinati da John Capra, della Vanderbilt University di Nashville, con uno studio pubblicato sulla rivista Science. Non solo la depressione, ai nostri lontani antenati dobbiamo anche altri 'lasciti' di cui avremmo fatto volentieri a meno come la predisposizione ad alcuni difetti del sistema immunitario, metabolico, della pelle e persino la dipendenza dalla nicotina. Gli scienziati sono arrivati a questa conclusione mettendo a confronto gruppi di geni isolati da resti di Neanderthaliani con quelli di individui moderni sani. Dal 2010 si sa che l'uomo moderno di origini euroasiatiche ha ereditato dall'1 al 4% del Dna dai Neanderthal, ma questo è il primo studio a fare un confronto diretto e confermare tale lascito genetico. "Il Dna dei Neanderthal influenza caratteristiche cliniche dell'uomo moderno - ha spiegato Capra -, quali malattie immunologiche, dermatologiche, neurologiche, psichiatriche e riproduttive". Ad esempio i ricercatori hanno trovato delle variazioni nel Dna Neanderthal che influiscono, come si ipotizzava, sulla pelle dell'uomo moderno, in particolare sul rischio di sviluppare lesioni prodotte dal sole. A sorpresa si è scoperto Che verrebbe da loro anche l'aumento del rischio di dipendenza da nicotina e quello della depressione. Un gran numero di frammenti del Dna di questi antenati è associato ad effetti psichiatrici e neurologici. Secondo i ricercatori l'uomo moderno conserva quella parte del Dna Neanderthal che gli ha dato dei vantaggi nell'adattamento quando 40mila anni fa lasciò l'Africa, dove c'erano diversi patogeni e livelli di esposizione al sole. Tuttavia molti di questi tratti genetici oggi non sono più vantaggiosi, come la variante che aumenta la coagulazione del sangue, che fa salire il rischio di ictus ed embolie polmonari.