Ricerca. Allo studio un farmaco unico capace di curare tutti i virus

28 aprile 2016 - Una 'rivoluzione copernicana' sta per cambiare il modo con cui combattere tutte le infezioni virali: un unico farmaco capace di colpire la proteina che i virus utilizzano per moltiplicarsi. E' l'obiettivo di uno studio condotto dall'Università di Siena e dal Cnr, che ha individuato nuove molecole capaci di inibire la proteina umana DDX3, di cui "si nutrono" i virus. La ricerca, diretta dal professor Maurizio Botta del dipartimento di Biotecnologie, chimica e farmacia dell'Ateneo senese e dal professor Giovanni Maga dell'Istituto di Genetica Molecolare del CNR di Pavia, è appena stata pubblicata dalla rivista americana PNAS-Proceedings of the National Academy of Sciences. Si tratta di un approccio assolutamente innovativo per le terapie antivirali, in quanto sono state sviluppate molecole che invece di colpire i classici componenti virali, come succede con i farmaci attualmente in commercio, inibiscono una proteina umana, la RNA elicasi DDX3, che i virus utilizzano per infettare la cellula e replicarsi. Rispetto all'approccio terapeutico tradizionale, gli inibitori sviluppati sono in grado di essere efficaci contro tutti i virus, anche quelli mutanti, che risultano resistenti ai farmaci attualmente disponibili. Grazie ad un lungo lavoro di ricerca gli studiosi sono riusciti a progettare e sintetizzare la nuova famiglia di composti, che essendo più potenti e selettivi, sono in grado di colpire non solo il virus HIV, ma anche virus caratterizzati da morfologia e meccanismi di replicazione differenti, come quello dell'Epatite C (HCV), della febbre Dengue (DENV) e quello del Nilo Occidentale (WNV), della stessa famiglia del virus Zika. Uno studio preliminare in vivo, effettuato in collaborazione col professor Maurizio Sanguinetti, dell'università Cattolica di Roma, ha dimostrato che il composto non è tossico nei ratti e che è in grado di biodistribuirsi nei tessuti. "Il potenziale di questi composti è enorme - ha evidenziato Botta - e potrebbe trovare applicazione nel trattamento dei pazienti immunodepressi che spesso sono soggetti ad altre infezioni virali, come nel caso dei pazienti HIV/HCV, ma anche contro i virus emergenti". Obiettivo dei ricercatori è mettere a punto una nuova ed efficace terapia antivirale nel giro di pochi anni.