Salute. Allarme virus Zika, ipotesi rischio trasmissione sessuale

25 gennaio 2016 - Un nuovo allarme sanitario si sta facendo strada anche in occidente. È legato alla diffusione del virus Zika, che ha già colpito 22 Paesi dell'America Latina, dove è alta l'attenzione per i rischi legati alla salute pubblica, perché associato alla comparsa di gravi patologie nei neonati. Il virus, meno letale del temutissimo Ebola, ha raggiunto anche l'Europa e gli Stati Uniti: quattro casi di contagio (tutti uomini rientrati dal Brasile) sono stati segnalati anche nel nostro Paese la primavera del 2015. Tre di loro sono stati curati all'Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma e uno a Firenze e ora stanno bene. Altri tre casi di contagio sono stati registrati in Gran Bretagna, due sarebbero stati segnalati in Spagna, mentre almeno due casi (di cui uno è un bimbo nato con microcefalia) sono stati rilevati negli Stati Uniti. Gli epidemiologi tranquillizzano, sottolineando che questo virus, trasmesso attraverso le zanzare del genere Aedes, non è naturalmente presente in Europa e non vi sono evidenze di trasmissione da uomo a uomo. Tuttavia "esiste il rischio" che "possa trasmettersi per via sessuale". Ad affermarlo è il direttore scientifico dell'Istituto nazionale per le malattie infettive Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito: "Nella Polinesia francese - spiega L'esperto - è stato documentato un caso di possibile trasmissione del virus Zika per via sessuale, poiché il virus è stato rilevato nello sperma di un paziente. E' un'ipotesi, ma il rischio è reale". Ippolito invita comunque ad evitare gli "allarmismi". Al momento, sottolinea, "le raccomandazioni riguardano soprattutto le donne incinte, che dovrebbero evitare di recarsi nelle zone a rischio, e sono relative ai paesi dell'America Latina dove il virus è circolante". E infatti il motivo per cui Zika sta allarmando le autorità sanitarie, dai Centri statunitensi per la prevenzione e controllo delle malattie, all'Organizzazione mondiale della sanità, è che sembra colpire in maniera grave i feti nel grembo di donne infettate: gli esperti indicano un possibile legame del virus con la comparsa di gravi patologie nei neonati, come la microcefalia fetale che, caratterizzata da uno sviluppo minore del cranio, può determinare seri ritardi cognitivi e problemi alla vista e all'udito. In Brasile sono 3.893, ad oggi, i casi sospetti di microcefalia causata da Zika, mentre in Colombia esiste finora solo un caso confermato. Tanto è bastato per spingere il governo brasiliano a misure drastiche, sconsigliando alle donne di rimanere incinte almeno fino al prossimo luglio. Analoghe avvertenze sono state diffuse anche dalle autorità colombiane e del Salvador. Una minaccia, quella rappresentata da Zika, che non va dunque sottovalutata, come ammonisce anche la rivista scientifica Lancet, secondo cui il virus - scoperto per la prima volta nella foresta di Zika in Uganda nel 1947 - potrebbe diventare una emergenza sanitaria globale nel 2016. Anche perché, al possibile legame del virus alle malformazioni fetali, si è aggiunta la possibilità, secondo ricercatori brasiliani, che l'infezione virale possa causare negli adulti la Sindrome di Guillaume-Barrè, in cui il sistema immunitario attacca i neuroni causando paralisi temporanee. Al momento, non esiste una cura per l'infezione da virus Zika, per questo il governo brasiliano si sta impegnando nella ricerca per la messa a punto di un vaccino, mentre Oms e Organizzazione panamericana per la salute hanno emesso una nota di allerta epidemiologica internazionale affinché vengano prese misure urgenti di diagnosi e monitoraggio dei casi.