Sanità. Troppo alcol per 8 mln di italiani, a rischio ragazzi e anziani

15 aprile 2016 - Si fa sentire sempre di più il problema del consumo di alcol in Italia, con crescenti ricadute in termine di incidenza di malattie e decessi e relativi costi per il Servizio sanitario nazionale. Nel nostro paese sono circa otto milioni i consumatori di alcol a rischio e di questi, 720 mila sono "heavy drinkers", ossia bevitori pesanti, che consumano una quantità di alcol dannosa per la salute. A tale proposito è importante ricordare che l'Organizzazione mondiale della sanità definisce "dannosi" i consumi giornalieri di oltre 40 grammi di alcol per le donne e più di 60 per gli uomini. Ad alzare di più il gomito sono i ragazzini tra i 16 e 17 anni e gli anziani ultra 65enni. A tracciare il profilo sul consumo di alcol in Italia, in particolare di quello dannoso alla salute, sono l'Istat e l'Istituto Superiore di Sanità, con uno studio presentato ieri, in occasione dell'Alcohol Prevention Day, in collaborazione con l'Osservatorio Nazionale Alcol (e Centro OMS per la ricerca e la promozione della salute su alcol e problematiche alcol correlate), con il sostegno del Ministero della salute. "Il consumo eccessivo di alcolici va oggi considerato un importante e diffuso fattore di rischio per la salute - ha dichiarato il presidente dell'Iss Walter Ricciardi - e rappresenta l'86% di causa di malattie diverse, incluso il cancro". Il problema assume aspetti ancora più preoccupanti se si considera che ormai queste pessime abitudini dilagano sempre più fra giovani e giovanissimi: in Italia si comincia a bere prima (mediamente 11 anni contro i 13 di altri paesi europei). Per molti teenagers ubriacarsi è una moda, come il binge drinking, una sorta di rito, sempre più diffuso, che consiste nel consumare diverse bevande in grandi quantità e in poco tempo, per raggiungere la sbronza. L'abuso di alcol tra i minori sta diventando una piaga sociale, con costi enormi in termini economici e per le patologie ad esso correlate. "Bisogna impegnarsi in strategie di controllo e prevenzione - ha sottolineato Ricciardi -, questo è il nostro obiettivo, che deve essere quello di tutti, compreso i genitori che devono vigilare sui loro ragazzi".