Zika, pericolo potenziale per milioni di persone

1 febbraio 2015 - Zika fa sempre più paura e oggi potrebbe essere il giorno decisivo per dichiarare la guerra globale al virus. Si attende, infatti, dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, ma potrebbero volerci ancora alcuni giorni, la dichiarazione dello stato di emergenza che farebbe scatterà ufficialmente un meccanismo di risposta a livello internazionale come accaduto per la pandemia dell'influenza suina del 2009 e per Ebola nel 2014. Lo stato di emergenza scatta quando si ritiene che ci si trovi di fronte ad un alto rischio per la salute pubblica, con implicazioni che travalicano le frontiere nazionali dello Stato interessato. In questi casi un comitato individua le misure da raccomandare agli stati per prevenire o ridurre la diffusione internazionale della malattia. Secondo Jeremy Farrar, capo del Wellcome Trust, una Fondazione britannica di ricerca biomedica, in America Latina Zika potrebbe essere una minaccia più grande, per la salute globale, dello stesso Ebola che ha provocato la morte di oltre 11.000 persone in Africa. Il virus è molto pericoloso per le donne in gravidanza perché sembra avere legami con la comparsa di gravi patologie nei neonati, come la microcefalia fetale. L'allarme tuttavia non convince completamente gli epidemiologi e gli infettivologi italiani, così come gli esperti di ambiente di Ispra e Cnr che però ammettono la possibilità teorica che il virus possa essere trasmesso anche nel nostro paese con le zanzare tigre. L'attenzione internazionale è focalizzata su queste popolazioni di insetti capaci di veicolare Zika ma anche altre malattie, come la più pericolosa Dengue. Solo negli Stati Uniti 22,7 milioni di persone risiedono nelle zone dove potenzialmente la trasmissione di Zika può avvenire tutto l'anno. Per il virologo Paolo Zanotto, dell'Istituto di Scienze Biomediche dell'Università di San Paolo del Brasile, che coordina una task force di vari laboratori impegnati a studiare il virus Zika, potrebbe esserci una correlazione con il cambiamento climatico: "Quando la temperatura esterna aumenta - spiega - il periodo di incubazione del virus nella zanzara è molto più veloce".