Istat: in Italia 157 anziani ogni 100 giovani. Diminuisce aspettativa di vita

8 aprile 2016 - Un paese più vecchio e più stanco di dieci anni fa. E' la fotografia scattata dall'Istat nel suo ultimo rapporto, "Noi-Italia". Il primo gennaio 2015 sono stati registrati 157,7 anziani ogni 100 giovani ma, per la prima volta dal 2004, arretra la speranza di vita alla nascita, con un decremento di 0,2 punti per gli uomini (80,1) e 0,3 per le donne (84,7). Nel 2013 la spesa sanitaria pubblica italiana si attesta intorno ai 2.400 dollari pro capite a fronte degli oltre 3.000 spesi in Francia e Germania. La quota di spesa sanitaria privata è pari al 22,6% del totale, inferiore di oltre un punto percentuale rispetto a quella tedesca ma superiore a quella francese. I tumori e le malattie del sistema circolatorio sono le patologie per cui è più frequente il ricovero ospedaliero; tuttavia il ricorso al ricovero è in progressiva riduzione perchè sempre più spesso le persone vengono curate in contesti assistenziali diversi (day hospital o ambulatori). Nel 2013 i ricoveri per le malattie circolatorie e i tumori si confermano più elevati nelle regioni del Centro, rispettivamente 2.044,6 e 1.212,6 per 100mila abitanti. Positivo il dato sulla mortalità per tumori e malattie del sistema circolatorio, che in Italia è inferiore alla media europea. Nel 2012 i decessi per queste cause sono stati rispettivamente 27,0 e 34,4 ogni 10mila abitanti. Nel Mezzogiorno la mortalità per tumori è inferiore alla media nazionale, mentre è più elevata quella per malattie del sistema circolatorio. Buone notizie anche sul tasso di mortalità infantile, importante indicatore del livello di sviluppo e benessere di un paese, che da noi continua a diminuire: nel 2013 è stato di 2,9 per mille nati vivi, tra i valori più bassi in Europa. In continuo muglioramento anche gli stili di vita degli italiani: nel 2014 scendono i consumatori di alcol a rischio (15,5%), i fumatori (19,5%) e le persone obese (10,2%). A livello territoriale si "beve" di più al Centro-Nord, mentre l'obesità è maggiormente presente nel Mezzogiorno.