Sostenibilità del Ssn e sanità integrativa: il rapporto della Fondazione Gimbe

23 settembre 2016 - C’è tempo fino al 30 settembre per partecipare alla consultazione pubblica sull’ultimo rapporto della Fondazione Gimbe (Gruppo italiano per la medicina basata sulle evidenze) su futuro e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. L’obiettivo è ascoltare e raccogliere in maniera sistematica contributi, commenti, proposte e suggerimenti di tutti gli stakeholder della sanità italiana, cittadini compresi. Secondo il documento, nel 2025 il fabbisogno del Ssn sarà di ben 200 miliardi di euro: una cifra che può essere coperta solo con un’adeguata ripresa del finanziamento pubblico (l’aumento di 2 miliardi di euro per il 2017-2018 sarà uno dei punti in discussione nella prossima Legge di Stabilità), un taglio radicale a sprechi e inefficienze, e un potenziamento della sanità integrativa che consenta di abbattere la spesa privata out of pocket, cioè quella per cui il cittadino è costretto a pagare di tasca propria per intero le prestazioni sanitarie (e che oggi oscilla tra i 25 e i 30 miliardi di euro). Sul fronte della sanità integrativa, tra le misure previste da questo vero e proprio piano di salvataggio del Ssn, il rapporto cita: la definizione di un testo unico per tutte le forme di sanità integrativa; l’estensione dell’anagrafe nazionale dei fondi integrativi alle assicurazioni private (identificando requisiti di accreditamento unici su tutto il territorio nazionale e rendendone pubblica la consultazione); la ridefinizione delle prestazioni, essenziali e non essenziali, che possono essere coperte dalla sanità integrativa.