Giornata nazionale della Salute della donna: l’importanza di allenare il cervello - Casagit

Giornata nazionale della Salute della donna: l’importanza di allenare il cervello

di Giovanni Anzidei

Vicepresidente Fondazione Igea Onlus

Oggi, 22 aprile, si celebra su iniziativa del Ministero della salute la Giornata nazionale della Salute della donna. La data è stata fissata nel giorno della nascita di Rita Levi Montalcini (22 aprile 1909) per ricordare la scienziata, grande studiosa del sistema nervoso.

Casagit Salute, che tra i propri obiettivi ha finalizzato la prevenzione, in collaborazione con la Fondazione Igea intende avviare un progetto per mantenere alto nel trascorrere degli anni anche il livello dello stato cognitivo, come prevenzione e difesa contro la perdita di memoria e le patologie collegate, tra cui demenze e Alzheimer.

Su questi fronti, la popolazione femminile è doppiamente esposta, sia perché più colpita da queste patologie (+ 10 %) sia perché sulle donne ricade quasi sempre il peso dell’assistenza di un eventuale malato in famiglia.

Fondazione Igea è stata costituita per promuovere e diffondere la cultura della prevenzione e per applicare il protocollo “Train the brain” (Allena il cervello) contro l’invecchiamento e le malattie realizzato e messo a punto all’Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche dal neurologo Lamberto Maffei, presidente onorario dell’Accademia dei Lincei che ha lavorato con Rita Levi Montalcini. “L’80 per cento dei pazienti che hanno partecipato – spiega Maffei – mostra un significativo miglioramento cognitivo. I trattamenti praticati hanno fatto registrare anche variazioni della funzionalità cerebrale e vascolare, tra cui un aumento del flusso di sangue nel cervello e una migliore risposta cerebrale a compiti impegnativi”.

I risultati della sperimentazione sono stati pubblicati su Scientific Reports della prestigiosa rivista scientifica internazionale “Nature”, su European Journal of Neuroscience, su PubMed ahajournals per l’Ipertensione. Il protocollo ha mostrato importanti effetti nel contrastare l’invecchiamento del cervello anche nelle persone sane.

Nelle pubblicazioni si conferma che i corretti stili di vita e le attività di training fisico e cognitivo, come quelle previste dal protocollo senza farmaci “Train the brain”, migliorano gli indicatori della salute del cervello e rappresentano una possibile strategia per ridurre la caduta nella Demenza di Alzheimer e rallentarne l’evoluzione.

Secondo i dati del Ministero della Salute i costi diretti e indiretti di un malato di Alzheimer ammontano a oltre 50mila euro l’anno, molti a carico delle famiglie. Su oltre un milione di malati dementi in Italia il costo complessivo annuo per la collettività raggiunge decine di miliardi di euro.

La Demenza di Alzheimer è silente, per anni priva di sintomi, per questo motivo molte persone che sono malate ancora non lo sanno. La malattia lavora al buio per 15 – 20 anni distruggendo progressivamente e irreversibilmente i neuroni. Il cervello per anni corre ai ripari spontaneamente e compensa chiedendo ai neuroni superstiti di fare il doppio lavoro, per sé e per i neuroni che sono stati colpiti ed eliminati dalla malattia. Per questo non appaiono sintomi e chi è malato non se ne accorge, ma la malattia continua a distruggere i neuroni e solo alla fine appaiono i sintomi, quando il corredo neuronale è devastato e il cervello non riesce più a compensare. A quel punto non c’è più possibilità di difesa. Sono quindi molto importanti la prevenzione e la diagnosi precoce, che inizia con un controllo neuropsicologico dello stato cognitivo. Se si rileva un deficit cognitivo è importante individuarne le cause che possono essere di varia natura, non necessariamente neurologiche, ed attuare per tempo i necessari interventi prima che la malattia produca danni irreparabili.

Il Ministero della salute e anche la Commissione Europea indicano che è importante iniziare esami di prevenzione dopo i 50 anni.

Il progetto Train the Brain è stato presentato dalla Fondazione Igea all’Inail che ha finanziato una ricerca sulla Work Ability in Active Aging, per il mantenimento della capacità lavorativa nell’invecchiamento attivo, in collaborazione con le Università di Milano e Torino.

La Fondazione Igea collabora anche con l’European Brain Research Institute (Ebri) l’Istituto europeo di ricerca sul cervello fondato da Rita Levi Montalcini.

Il protocollo Train the brain si basa su controlli di prevenzione e sulla stimolazione cognitiva che, accompagnata da attività fisica per stimolare la circolazione del sangue e quindi anche l’afflusso al cervello, mantiene attiva la mente, rallenta la perdita cognitiva e l’invecchiamento. Per la stimolazione sono organizzate, sotto il controllo di operatori professionali, neurologi e psicologi, le attività che impegnano la memoria, l’intelligenza, il ragionamento la creatività e l’emotività.

Per mantenere attive le capacità mentali, contrastare l’invecchiamento e prevenire le patologie cerebrali, si deve fare esercizio, allenare il cervello, che è un organo come tutti gli altri, con il tempo invecchia e con lo stress può perdere vivacità. Per mantenerlo attivo si deve fare esercizio proprio come andando in palestra a fare ginnastica.