Conferenza stampa di fine anno del premier Conte: i temi caldi dell’editoria

28 dicembre 2019 - Crisi dell’editoria, innovazione tecnologica, liti temerarie, giornalisti sotto scorta, riforma del sistema ordinistico, difficoltà dell’Inpgi, prepensionamenti e turn over. In occasione della consueta conferenza stampa di fine anno del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, organizzata dall’Ordine dei Giornalisti e dall’Associazione Stampa Parlamentare, Carlo Verna (presidente Cnog) ha proposto all’attenzione del premier e dei colleghi i numerosi temi caldi che riguardano il settore. Ha partecipato all’incontro anche il presidente della Casagit Daniele Cerrato.

Crisi di settore, crisi di sistema
“Siamo di fronte a una crisi sistemica internazionale e a stravolgimenti radicali, i cui costi finora sono stati sostenuti solo dai giornalisti e dal loro istituto di previdenza. La carta stampata sta vivendo una crisi profonda, va difesa come bene culturale del paese. Abbiamo apprezzato alcune aperture che vanno nella direzione della garanzia del pluralismo - ringrazio in particolare il sottosegretario Martella. Serve però una risposta complessiva, a partire dalla moratoria dei tagli a sostegno all’editoria”, ha sottolineato Verna.

“In un contesto così dinamico, bisogna porsi in sintonia con l’evoluzione del mercato. È la regola della competizione: vince chi più innova”, ha replicato il premier Conte, che ha voluto sottolineare come il giornalismo sia fondamentale per il funzionamento della democrazia. “La nuova norma di turn over che prevede la possibilità di inserire nelle redazioni profili non giornalistici non è uno schiaffo alla professione (che il Governo rispetta), ma avviene nella prospettiva di rilancio e riconversione al digitale delle aziende. Non è una compressione o uno svilimento della professione giornalistica: di competenze digitali c’è e ci sarà sempre più bisogno”, ha risposto Conte.

La situazione dell’Inpgi
Non poteva mancare un passaggio sulla situazione difficile che sta vivendo l’Istituto di previdenza dei giornalisti. “Sull’Inpgi saremo i primi a chiedere più trasparenza, ma sarebbe urgente un tavolo per un allargamento della platea. Finanziando nuovi prepensionamenti, invece, l’istituto viene solo appesantito di un ulteriore carico insostenibile”, ha detto Verna.

“Non abbiamo affatto inteso commissariare, abbiamo concesso altri sei mesi di tempo per rispettare l’autonomia dell’istituto di previdenza dei giornalisti. Da gennaio partirà un tavolo tecnico: il Governo farà la sua parte, ma anche l’istituto deve fare la sua mantenendo i conti in ordine”, ha risposto il presidente del Consiglio.

“I conti sono in ordine ma mancano i contributori: avremo comunque modo di riparlarne presto insieme”, ha subito replicato Verna.