Ciao Enrico

4 giugno 2019 - Ci sono persone che fanno di un’apparente mitezza la loro forza migliore. Enrico Pini, agli occhi miei, era così. Fiduciario Casagit per la Toscana dal 2007, per un destino fatto di numeri dallo stesso anno nel quale diventai vice presidente. Con lui, uomo di poche parole e di buone battute – come si addice a un fiorentino – abbiamo spesso parlato anche dei grandi progetti e delle scelte che la Casagit vuole e deve fare. Il suo parere era prezioso ma soprattutto competente, teneva sempre conto delle reazioni di colleghe e colleghi, per lui un riferimento naturale, da persona legata alla categoria e alle sue istituzioni per tutta la vita. Poi, in tante occasioni, la mitezza apparente lasciava il posto alla forza: Enrico prendeva parte a una storia di vita, di malattia, richiesta di chiarimento, di re-iscrizione, ma soprattutto si affiancava a una collega o un collega mostrando la tempra di persona autenticamente per bene, appassionata di quello che stava facendo e comunque rispettosa delle regole che ci siamo dati insieme.

Enrico me lo ricordo combattivo quando riscrivemmo lo Statuto, quando decidemmo di fare scelte sulle prestazioni o prendere finalmente la strada della trasformazione. Sempre attento, presente e con domande, che andavano dritte al punto, senza “girarci tant’intorno”. Con lui la mitezza diventò pudore quando la malattia gli venne diagnosticata, me ne parlò senza nascondere, e soprattutto nascondersi, nulla. Il collegamento con altri Fiduciari, in particolare con Costantino Muscau, lo aiutarono a scegliere un percorso da fare… scherzando mi diceva “tutto pubblico, sia chiaro!”. La malattia non gli fece mai lo sconto di perdere coscienza e lucidità, anche nelle ultime telefonate la sua voce era ferma, disincantata e dignitosa. Ci sono persone che hanno una grande forza che somiglia a un’apparente mitezza e vogliamo loro bene anche per questo. Ciao Enrico. Un abbraccio da tutti noi della Casagit.

Daniele Cerrato - presidente Casagit